Si chiedevano le stesse cose di sempre, laicità, rispetto delle scelte sessuali, non ingerenza, non toccare l'aborto e le regolamentazioni che gli stanno attorno, una normativa sul testamento biologico, ecc...
L'Arcigay, Facciamobreccia, alcune sigle partitiche, e tanti singoli cittadini hanno sfilato per alcune ore per le strade di Roma, senza provocare danni a cose e/o persone, ma colorando semplicemente la capitale in una grigia giornata invernale.
Io c'ero, e ho stimato potessero essere presenti alcune migliaia di persone, forse una decina.
La Repubblica, un giornale sì vicino ai temi dei diritti civili ma anche amico dei partiti (di centrosinistra, come il PD, dove militano i vari Rutelli, Binetti e altri preti) ha sminuito in questo modo il tutto: il numero di partecipanti è stato largamente approssimato per difetto, e il messaggio che passa con il "dettaglio" dello striscione inneggiante al papa nazista ("Ratzi-nazi") è quello di un corteo composto in buona parte da estremisti e/o gruppi di persone prive di argomentazioni valide oltre lo slogan clamoroso.
Questa è malafede giornalistica. La Repubblica, se mai ci fossero stati dei dubbi, per il sottoscritto ha la credibilità ed affidabilità di un piromane con un fiammifero acceso in mano.
categoria:manifestazioni, omosessualità , città del vati-bigottismo, informazione pilotata



































