
Cosa può mai passare per la testa della gente quando una persona muore ammazzata?
Come si fa a parlare di morte illustre? Da dove passa la distinzione di uno che conta da uno che verrà presto dimenticato? Dov'è la linea di confine? Voglio saperlo per distruggerla, per deviarla.
Equilibri internazionali rotti, gravità, rivendicazione politica, gesto intimidatorio...OHHH!!??
E' stata ammazzata una persona, una donna. Come può essere così facile non rendersene conto? Forse perché è troppo evidente, perché non vogliamo fermarci di fronte a dati ovvi. Forse perché questi dati sono talmente scontati da farci apparire banale una loro menzione. E allora giù di costruzioni-costrizioni mentali.
Oltre a tutto il polverone che solleverà e, mai sarei più felice di sbagliarmi, alle strane idee che nasceranno tra le stelle e le strisce, questa vicenda porta e porterà con sé, silenziosamente, la consapevolezza che ormai gli atti di forza sono legittimi perché la vita non conta. L'esistenza di una persona o di qualsiasi altro essere vivente, ha importanza solo per quell'essere stesso. Punto.
Non è morta Benazir Bhutto. E' morta la sua figura.





































